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Fisco facile - 7 puntata

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COLF E BADANTI, COME METTERLE IN REGOLA?

 In studio: Livia Parisi

Ospiti: Roberto Violi (Caf Cisl) e Marisa Buccino (Responsabile lavoratori domestici della Direzione generale dell'Inps)

Badanti e colf, secondo gli ultimi dati, sono indispensabili per più di una famiglia su dieci ma, nonostante l'ultima sanatatoria, in questo settore ancora restano grandi sacche di lavoro nero nonostante le sanzioni amministrative e civili per chi fa lavorare in nero non sono morbide. Perché e come assumere? Quali sono le regole, i diritti e i doveri di datore di lavoro e lavoratore nel caso, ad esempio in caso di malattia, pensione o maternità? Sono i punti che chiariremo con Roberto Violi del Caf della Cisl e Marisa Buccino, responsabile lavoratori domestici della Direzione generale dell'Inps.

Fondamentale, in primo luogo, mettere in regola il lavoratore (gli adempimenti richiesti cambiano a seconda se provenga da paesi comunitari o extracomunitari) e inviare la comunicazione di assunzione all'Inps entro le ore 24 del giorno precedente a quello di instaurazione del rapporto di lavoro. La comunicazione è obbligatoria anche per il periodo di prova: in caso omissione o ritardo, la sanzione amministrativa va da 200 a 500 euro.  

Assumere regolarmente, oltre ad essere un obbligo previsto dalla legge, conviene anche dal punto di vista fiscale. Il datore di lavoro che versa all'Inps i contributi per colf o badanti può, infatti, dedurre dal proprio reddito, per un importo massimo di 1.549,37 euro l'anno, i contributi previdenziali obbligatori versati. Nel caso delle badanti, inoltre, il datore di lavoro può anche detrarre dall'imposta lorda il 19% delle spese sostenute per gli addetti all'assistenza di persone non autosufficienti, per un importo massimo di 2.100 euro l'anno purché il reddito complessivo non non superi 40.000 euro. I versamenti effettuati all'INPS dal datore di lavoro consentono, inoltre, al lavoratore domestico (sia italiano sia straniero, purché in possesso dei requisiti richiesti dalla legge) di accedere a indennità di disoccupazione, prestazioni assicurative e pensionistiche (pensione di vecchiaia, di anzianità, di inabilità e pensione ai superstiti). In caso di gravidanza, le lavoratrici hanno inoltre diritto a garanzie a tutela della maternità, come l'indennità sostitutiva della retribuzione pagata dall'Inps, pari all'80 % del salario convenzionale sul quale sono versati i contributi orari e l'assegno di maternità che spetta invece per ogni figlio nato, adottato, o in affidamento preadottivo.

Cosa fare in caso di malattia? Il lavoratore domestico ha diritto alla conservazione del posto, per periodi differenti secondo l'anzianità maturata presso la stessa famiglia. Inoltre il datore di lavoro deve garantire il pagamento della metà del salario pattuito per i primi tre giorni e del salario intero per i giorni successivi, con durata diversa in base all'anzianità di servizio. Se, invece, il lavoratore resta vittima di un infortunio durante lo svolgimento del lavoro domestico, il datore di lavoro, dopo aver adempiuto al dovere civico del primo soccorso, deve denunciare l'incidente all'Istituto Nazionale contro gli Infortuni sul Lavoro (Inail).

Per fornire un'assicurazione sanitaria integrativa è nata la CAS.SA.COLF, lo strumento creato da DOMINA, FILDALDO (in rappresentanza dei datori di lavoro) e FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL, UILTUCS UIL e FEDERCOLF (in rappresentanza dei lavoratori domestici), per fornire prestazioni socio sanitarie assistenziali ai propri iscritti, come ci spiega Rosetta Raso, segretario organizzativo Fisascat.

Come funziona, infine, in caso di licenziamento o di dimissioni? Fondamentale è ricordarsi di effettuare la comunicazione obbligatoria di cessazione di rapporto di lavoro, che deve essere effettuata on-line, entro cinque giorni, dal sito www.inps.it oppure telefonando al Numero verde 803164

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