Puzzle - 8 puntata

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Descrizione

Candy chiude uno stabilimento in Italia e delocalizza in Cina in una fabbrica-dormitorio. Ma la Cisl, la Fim e l'Iscos chiedono al nostro Governo e alle imprese di casa nostra che delocalizzano la produzione in Asia di rispettare le linee guida dell'Ocse favorendo così lo sviluppo della contrattazione collettiva necessaria al riequilibrio del mercato del lavoro internazionale. Sono queste le conclusioni dell'indagine sulle condizioni di lavoro nelle imprese metalmeccaniche italiane nel Guangdong, un'indagine complessa che analizza la situazione di sedici imprese italiane operanti in Cina fra cui la De Longhi, la Candy, la Marelli, la Piaggio, la Finmek, la Zobele e la St Schenzhen Microelectronics che impiegano complessivamente oltre 12 mila persone. I dati, che le aziende non sono state in grado di contestare, descrivono una situazione caratterizzata da bassi salari, mancanza di previdenza sociale e assistenza sanitaria, orari di lavoro eccessivi e, soprattutto, dall'inesistenza di contrattazione collettiva. Ne parliamo con Han Dongfang, direttore del China Labour Bulletin e Cecilia Brighi, del dipartimento internazionale Cisl.

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